Conferenza spettacolo Dante*Il viaggio e il suono

CONFERENZA SPETTACOLO
 

“Quivi sospiri, pianti e alti guai / [...] Diverse lingue, orribili favelle, / parole di dolore, accenti d’ira, / voci alte e fioche, e suon di man con elle [...]”
Il viaggio della divina Commedia non è solo un viaggio narrato; è anche un viaggio “suonato” attraverso le atmosfere che dall’Inferno portano al Paradiso, e attraverso gli scontri e le armonie delle parole che il Poeta sceglie per raccontare… Certo ogni poesia è anche musica; e come in un plasma che ci avvolge e ci attraversa a spirale, la parola evoca le nostre emozioni nel suono, e il suono suggerisce all’intelletto i contorni della parola.
“Leggere” la Commedia è assumersi la responsabilità di lasciare che le parole scritte si schiudano e si animino nella nostra voce; e accettare che la nostra voce si faccia prendere dalla musicalità del grande poeta. Ma è impresa non da “piccioletta barca”…! La parola scritta ma non sentita (con tutta la sensorialità di cui disponiamo) non “dice” nulla; la parola recitata, “cantata”, visto che di canti si tratta, deve schiudere sensorialità e significati.
“Leggere” la Commedia può significare dunque fare esperienza sensoriale: della dissonanza e della difformità a sé stessi attraverso l’inferno, della ricostruzione, dell’armonia  e della dolcezza attraverso le altre due cantiche.
Il lettore è a sua volta viaggiatore, ha le carte in regola per com-prendere il canto: “Diverse voci fan giù dolci note; / così diversi scanni in nostra vita / rendon dolce armonia tra queste rote”.